La Spagna ha ora 433 reti di teleriscaldamento che utilizzano biomassa

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L'andamento della realizzazione di reti di teleriscaldamento a biomassa nel nostro Paese è decisamente positivo; dal 2010, anno in cui il neonato Osservatorio sulla Biomassa ha censito i primi 30 impianti, il numero di installazioni si è quasi 15 volte superiore, raggiungendo le 433 presenti alla fine del 2020, a cui si aggiungono una cinquantina circa in diverse fasi di sviluppo.

Inoltre, tre quarti di tutte le reti di teleriscaldamento esistenti nel paese funzionano a biomassa anziché utilizzare combustibili fossili, il che rappresenta un valido supporto per la transizione energetica in corso.

Secondo Javier Díaz, presidente di Avebiom, “sebbene i progressi non siano fermi, sono più lenti del previsto rispetto ad altri Paesi dell'UE. È necessario un maggiore impegno da parte delle amministrazioni a tutti i livelli, dai consigli locali al governo nazionale, poiché le reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa possono svolgere un ruolo fondamentale nella decarbonizzazione dell'approvvigionamento di energia termica nei settori residenziale, dei servizi e industriale della Spagna”.

Avebiom ha recentemente presentato al governo spagnolo un ambizioso progetto per promuovere l'implementazione di 100 nuove reti di riscaldamento alimentate a biomassa nei comuni con meno di 5.000 abitanti.

 

Rapporto sulle reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa 2020

La Catalogna e la Castiglia e León sono all'avanguardia, sia per numero di reti che per capacità installata, sebbene nella prima vi sia una maggiore attenzione al settore pubblico e nella seconda un maggior numero di installazioni nel settore residenziale privato.

La maggior parte delle reti di riscaldamento alimentate a biomassa si trova nelle aree rurali, anche se le più potenti si trovano nelle città con una popolazione compresa tra 50.000 e 300.000 abitanti.

  • Il 64,3% delle reti si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti
  • Il 13% degli impianti si trova in grandi centri abitati, ma rappresenta il 44% della potenza totale

Nel 2021 potrebbero iniziare a fornire il servizio tre reti di teleriscaldamento in città con più di 50.000 abitanti: Pamplona (quartiere Txantrea); Vitoria/Gasteiz (quartiere Coronación); e Pontevedra (Università di Vigo).

Sulla base della domanda termica servita dalle reti e prendendo come riferimento il valore di 1 GWh/anno, in Spagna sono presenti 55 reti e 378 microreti.

La maggior parte delle reti utilizza cippato di legno, sebbene reti più piccole, con una capacità inferiore a 1 MW, possano utilizzare anche pellet. L'uso di altri biocarburanti, come la farina d'ossa o il biogas, è attualmente minimo.

In base all'utilizzo degli edifici collegati, risulta che il 75% delle reti inventariate fornisce energia a qualche tipo di edificio pubblico, come piscine coperte, residenze per anziani, centri educativi, edifici amministrativi o centri culturali. In molti casi, l'integrazione di questi edifici con un significativo fabbisogno annuo di riscaldamento facilita la fattibilità complessiva del progetto.

Il ventidue percento delle reti censite fornisce energia a edifici privati, principalmente abitazioni, nonché a strutture ricettive e centri sportivi privati. La metà delle reti private collega condomini, perlopiù situati in quartieri con più di 40 anni di età, già dotati di impianti di riscaldamento centralizzato, successivamente ristrutturati con una nuova e più efficiente centrale termica a biomassa.

Per quanto riguarda la connessione delle industrie alle reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa, ad oggi l'Osservatorio ha inventariato solo 4 reti nei parchi industriali per alimentare più di un utente.

 

Una soluzione imbattibile per la transizione energetica

Le reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa rappresentano un'ottima soluzione per contrastare i cambiamenti climatici, grazie alla loro capacità di ridurre le emissioni nelle aree urbane e di combattere la povertà energetica.

La sostituzione di centinaia di camini di caldaie a combustibile fossile indipendenti, molti dei quali obsoleti o non sufficientemente manutenuti, con una rete di riscaldamento a biomassa dotata di una moderna sala caldaie dotata di tecnologie all'avanguardia e gestita professionalmente consente un rigoroso controllo delle emissioni e rende l'impianto nel suo complesso più efficiente, conveniente ed ecologicamente sostenibile.

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