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La Piattaforma spagnola per la biomassa -BIOPLAT-, un forum di collaborazione pubblico-privato istituito nel 2007 e composto da oltre 240 enti (aziende, enti pubblici di ricerca, università e centri di R&S+i) del settore della bioeconomia spagnola, accoglie con favore il testo finale concordato per la nuova Direttiva sulle energie rinnovabili (RED III, aggiornamento dell'attuale RED II) per quanto riguarda il campo della sostenibilità della biomassa.
Il testo, concordato dalla presidenza svedese dell'Unione Eure dal Parlamento Eurnella tarda notte di mercoledì 29 marzo, è stato reso pubblico giovedì 30 marzo, dopo oltre un anno di incertezza e diversi mesi di intensanegoziati nella fase finale (triloghi) della direttiva.
Sostenibilità della biomassa, dalla RED II alla RED III.
L'attuale Direttiva europea EurRED II), approvata alla fine del 2018 e recepita in Spagna meno di un anno fa con il Regio Decreto 376/2022 del 17 maggio, che disciplina i criteri di sostenibilità e la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti da biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa, stabilisce già requisiti di sostenibilità molto stringenti per la biomassa destinata alla produzione di energia, analoghi a quelli già richiesti dalla prima Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED I, pubblicata nel 2009) per i biocarburanti.
Tuttavia, la pubblicazione del eurFit for 55 nel luglio 2021, il cui obiettivo è raggiungere una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 55% (rispetto al 1990) fissata dall'UE per il 2030, ha stabilito che, di conseguenza, era necessario aumentare l'ambizione delle Eureuropee, inclusa la direttiva sulle energie rinnovabili, nonostante la loro breve storia normativa.
Nel processo di aggiornamento della Direttiva, il modello di business della biomassa nei paesi del Nord Europa eurdove grandi centrali termoelettriche a carbone da centinaia e migliaia di MW sono state convertite in impianti a biomassa a seguito di restrizioni politiche sull'uso del carbone, ha influenzato significativamente la posizione del Eur. Il Parlamento ha optato per limitare drasticamente il consumo di biomassa forestale nella Rete III, stabilendo una definizione di "biomassa legnosa primaria" che di fatto comprendeva tutta la biomassa forestale ad eccezione di quella prodotta dalle industrie forestali (una tipologia di biomassa che viene generalmente consumata internamente da queste industrie e non raggiunge il mercato). L'obiettivo era impedire che questa cosiddetta "biomassa legnosa primaria" venisse utilizzata per la produzione di energia, remunerata o beneficiasse di misure di sostegno.
Per la Spagna, l'inserimento di questa definizione nella RED III avrebbe avuto un impatto molto negativo, non solo sul settore delle biomasse, ma anche sulle foreste e sul settore forestale, con conseguenze molto rischiose per gli incendi boschivi. Questa situazione è stata analizzata nel Manifesto Scientifico promosso da BIOPLAT e firmato da oltre cento scienziati e accademici spagnoli, inviato alla Terza Vicepresidente del Governo e Ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Teresa Ribera, alla fine del 2022.
Accordo raggiunto: testo definitivo della nuova Direttiva sulle energie rinnovabili (RED III).
Sebbene il modello di business della bioenergia in Spagna differisca sostanzialmente da quello dei paesi del Nord Eur, dato che in Spagna la filiera della biomassa è ampiamente diffusa, locale e basata sulla prossimità, con sostenibilità garantita grazie a una consolidata e ampia normativa forestale, tutti gli Stati membri devono recepire le disposizioni della Direttiva nei propri ordinamenti giuridici nazionali, indipendentemente dal livello di sviluppo del loro settore e mercato della biomassa. Pertanto, le disposizioni ivi contenute rivestono un'importanza fondamentale.
Il testo definitivo concordato rafforza ulteriormente i criteri di sostenibilità ed estenderli a un maggior numero di centrali elettriche (tutte quelle con una capacità superiore a 7,5 MWt). Limita la remunerazione per la produzione di energia elettrica da biomassa forestale, salvo in casi eccezionali (come nelle zone di transizione giusta, con le relative tecnologie di cattura e stoccaggio del carbonio, o nelle regioni più remote come le isole) e regola aspetti quali l'utilizzo a cascata della biomassa. Tuttavia, non include una definizione di "biomassa forestale primaria", che, nel caso della Spagna, avrebbe causato enormi problemi limitando l'estrazione di biomassa dalle foreste per scopi energetici. L'accumulo di biomassa forestale rappresenta un grave rischio, poiché la mancanza di gestione forestale, di mobilitazione e di estrazione di tale biomassa aggraverebbe gli incendi boschivi ostacolando l'accesso alle foreste e impedendo lo spegnimento degli incendi.
Dopo oltre un anno di enorme incertezza, il settore, pur rammaricandosi per l'introduzione di nuove limitazioni da applicare retroattivamente, come l'aumento all'80% del risparmio di emissioni di gas serra nelle centrali elettriche rispetto all'alternativa a combustibili fossili, sia per gli impianti nuovi che per quelli esistenti, è grato che questo periodo di incertezza e preoccupazione sia giunto al terminee che la definizione di "biomassa legnosa primaria", che sarebbe stata così dannosa per le foreste e la filiera del settore forestale, non sia stata infine adottata.
Governo spagnolo e Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica:
Nella fase finale dei negoziati sulla Direttiva (nota come trilogo, per via del coinvolgimento della Commissione europea, del Parlamento e del Consiglio Eur, la posizione della Spagna in seno al Consiglio europeo Eurstata contraria all'adozione di questa definizione, dato il potenziale impatto negativo sulla mobilitazione della biomassa accumulata nelle foreste e, di conseguenza, sugli incendi boschivi, che ogni anno diventano sempre più estesi e virulenti. Ciò è particolarmente vero considerando che la Spagna dispone di una legislazione forestale sufficientemente solida. Questa posizione è perfettamente in linea con quella degli altri paesi del Mediterraneo, i cui settori sono molto più simili a quello spagnolo che a quelli dei paesi del Nord Europa eure che condividono anch'essi il devastante problema degli incendi boschivi che ogni estate imperversano nelle loro foreste.
BIOPLAT ringrazia il Ministro e il Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, in particolare la Segreteria di Stato per l'Energia guidata da Sara Aagesen, con la sua Direzione Generale per la Politica Energetica e le Miniere e la sua Sottodirezione per le Energie Rinnovabili, e la Segreteria di Stato per l'Ambiente guidata da Hugo Morán, con la sua Direzione Generale per la Biodiversità, le Foreste e la Desertificazione e la sua Sottodirezione Generale per la Politica Forestale e la Lotta alla Desertificazione, nonché la Segreteria Generale per la Sfida Demografica guidata da Francesc Boya, per aver ascoltato tutte le parti interessate del settore - dalle imprese, ai forestali e agli ambientalisti, fino agli scienziati e agli accademici - e per il loro ruolo nei negoziati, con indiscutibile rigore e con la sostenibilità e la conservazione delle foreste come priorità.
Il settore, una volta chiarite le incertezze e con le regole chiare dopo l'accordo raggiunto sul testo definitivo della RED III, continuerà a dimostrare che è possibile coniugare la sostenibilità e la conservazione del nostro capitale naturale con la gestione forestale sostenibile, la lotta agli incendi boschivi, la transizione energetica e la bioeconomia.
